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Eventi 2013

Il festival internazionale dell’integrazione culturale festeggia questo speciale anniversario. L’evento - che promuove un confronto tra paesi dell’area euro-mediterranea e non solo..

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Le Nostre Camere

Le camere sono climatizzate, munite di TV con lettore Dvd/Dvx, sistema internet wi-fi (gratuito), frigo bar, cassetta di sicurezza, sveglia, scrittoio ed armadio, bagno con box doccia, asciugacapelli..

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erice

 

 

Poco lontano da Trapani, sulla vetta di un monte isolato, a 751 m d'altezza poggia, naturalmente protetto, solenne e solitario, un piccolo e prezioso gioiello della nostra provincia.

Per secoli la bellezza delle vedute, la tranquillità del luogo e la nebbiolina che spesso la nasconde agli sguardi indiscreti hanno reso Erice il luogo privilegiato per gli studi degli eruditi e le preghiere dei religiosi. Fatta di stradine strette e tortuose, archi tipicamente medioevali, cortili riccamente decorati e piccole botteghe mantiene immutato ancora oggi il suo antico fascino.

 

 

 

Ha la forma di perfetto triangolo equilatero, coronato su due vertici dal Castello di Venere, a sud-est, e dalla Chiesa Matrice, a sud-ovest. Al centro, la chiesa di San Domenico è oggi sede del prestigioso Centro Internazionale di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, fulcro di un’intensa attività di ricerca scientifica diretta dal Prof. Antonino Zichichi che lo fondò nel 1963.

La città è famosa anche per la particolarissima pasticceria locale, a cui le monache si sono dedicate fin da tempi lontani.

Se siete in zona, non perdetevi la festa dedicata a Maria SS. di Custonaci, patrona della città. Le celebrazioni cominciano in tutto l’agro ericino nella settimana che precede l’ultimo mercoledì d’agosto per culminare poi nella processione che si snoda per le vie cittadine.

 

 

 

Il Venerdì Santo si svolge la processione dei Misteri: con il favore della suggestiva ambientazione medievale, sfilano per la città i gruppi statuari che ripercorrono le tappe più importanti della passione di Cristo.

E’ possibile usufruire della funivia che parte da Trapani e raggiunge il paese.

 

Moltissimi sono i racconti e i miti che parlano di Erice...

 

Il mito di Venere - Ad Erice, il culto di questa divinità femminile assunse, con il passare dei secoli e dei popoli, nomi diversi. Il culto fenicio della dea Astante, poi trasformato dai Romani in quello di Venere, aveva una natura per molti versi oscura che comprendeva l’allevamento delle colombe e la prostituzione sacra all’interno del tempio.

Migliaia di pellegrini ogni anno raggiungevano il santuario in occasione della partenza delle colombe sacre alla dea che si dirigevano verso l’Africa, a Kef, dove si trovava un santuario gemello per poi far ritorno ad Erice dopo nove giorni. Durante questo periodo ad Erice si svolgevano grandi feste.

Il mito di Venere era poi alimentato dalla prostituzione sacra delle Ierodule.

Da tutto il mediterraneo, commercianti e naviganti arrivavano qui per godere della compagnia delle belle sacerdotesse di Venere che, dietro cospicue offerte, assicuravano la protezione della dea.

La stele di Anchise - Enea, nel suo viaggio lontano da Troia si fermò presso Aceste, re di Erice, che gli offrì la propria ospitalità. Lungo il litorale ericino, presso il promontorio di Pizzolungo, Enea potè finalmente dare degna sepoltura al padre Anchise in onore del quale venne eretta la Stele di Anchise. In occasione del primo anniversario della morte, Enea organizzò qui i Ludi, una giostra sportiva che Virgilio descrive accuratamente nell’Eneide.

 

 

 

Erice ed Ercole - La leggenda narra che la zona era governata dal semidio Erice, figlio di Bute, uno dei compagni di Ulisse, e della dea Afrodite. Quando Erice venne a sapere che nei suoi territori era giunto in visita il potente Ercole, volle sfidarlo per stabilire chi dei due fosse il più forte.

Se Erice avesse perso, avrebbe consegnato tutti i suoi possedimenti ad Ercole. In caso contrario, Ercole avrebbe consegnato ad Erice le vacche sacre che egli portava con sé. Ma la fama di Ercole non mentiva ed egli ebbe la meglio su Erice.

Ercole tuttavia continuò il suo viaggio affidando il regno di Erice ai suoi stessi abitanti.

Dedalo e Minasse - Dedalo si rifugiò in Sicilia, ospite del re Sicano Cocalo, dopo essere fuggito da Creta per l’ira di Minosse che voleva punirlo a morte per aver fornito alla consorte Pasifae la famosa vacca bronzea.

Minasse però seppe della presenza di Dedalo in Sicilia e andò a chiederne a Cocalo la consegna. Questi finse di aderire alla richiesta ma, in realtà, era solo uno stratagemma per uccidere Minosse in un bagno caldissimo.

Gli stessi cretesi che avevano accompagnato il re, prima di tornare in patria, seppellirono Minosse ed innalzarono sulla sua tomba un tempio dedicato ad Afrodite.

Secondo alcuni, il tempio sarebbe stato appunto quello della dea ericina, sotto il quale si ritroverebbe la sepoltura di Minosse.

ll mito del Cavaliere Giuliano - Dopo la fine dell’impero romano, Erice scompare dai documenti storici. Vi riapparirà soltanto nel XII sec. quando da fonti arabe apprendiamo che esiste una città, chiamata Gebel Hamed, proprio li dove dovrebbe essere Erice. E’ il 1076 d.C., quando il conte normanno Ruggero II assedia le popolazioni musulmane sul monte.

Alle prime luci del mattino, durante una preghiera di buon auspicio per la vittoria, egli vide in sogno il cavaliere Giuliano in sella a un cavallo bianco, munito di armi lucenti, vestito del manto rosso da dignitario, con un falcone appollaiato sulla mano sinistra, che spinge alla fuga i musulmani.

Gebel Hamed diviene così terra normanna e, per devozione al Santo, fu ribattezzata nell’anno 1167 “Monte San Giuliano”.

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